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Che taglia prendere su Fracomina

Fracomina usa tre scale di taglie e non le mescola mai: alfabetica XS–XL su tre quarti del catalogo, numerazione italiana 38–48 sui pantaloni sartoriali e sulle gonne, numeri americani 24–34 sul denim. Il dubbio più costoso è il primo: la M di Fracomina è la 44 italiana, non la 42. Chi ordina a memoria sbaglia di una taglia intera — e sui oltre cinquemila capi Fracomina che abbiamo a catalogo si vede capo per capo dove sta il problema.

Le corrispondenze

La tabella ufficiale del marchio allinea sette taglie alfabetiche ad altrettante italiane, una a una. È la stessa progressione di la guida alle taglie, ma spostata: dove molti marchi italiani fanno partire la S dalla 40, Fracomina la fa partire dalla 42.

FracominaItaliaFranciaUK
XXS38346
XS40368
S423810
M444012
L464214
XL484416
XXL504618

Quello che la tabella non dice

Le taglie estreme sono dichiarate ma quasi non esistono. Sui 3.954 capi alfabetici Fracomina in catalogo da noi non c'è una sola XXS e non c'è una sola XXL: la scala reale parte dalla XS e finisce alla XL, cioè copre dalla 40 alla 48. Chi porta la 38 su un capo alfabetico non ha la sua taglia e deve spostarsi sui pantaloni e sulle gonne a numerazione italiana, dove la 38 c'è davvero, su oltre quattrocento capi.

Secondo dettaglio pratico: solo 1.278 capi alfabetici su 3.954 hanno tutta la gamma XS–XL disponibile. Sugli altri manca qualcosa, e la prima a sparire è la S. Se un capo ti interessa e la tua taglia c'è, quello è il momento.

Il denim: le taglie americane

I jeans Fracomina vanno in taglie americane, dalla 24 alla 34, e la conversione dalla propria italiana è una sottrazione secca: italiana meno quattordici. Una 42 è una 28, una 44 è una 30, una 46 è una 32. Il numero non è una misura del corpo ma il girovita del pantalone in pollici, quindi si misura sopra l'osso del bacino: 68–70 cm sono una 27, 75–78 cm una 30, 84–87 cm una 34.

La scala americana ha una cosa che quella italiana non ha: i mezzi passi. La 25, la 27, la 29 e la 31 non hanno equivalente italiano, e non sono un ripiego — la 27 è la taglia più rappresentata di tutto il denim Fracomina che trattiamo. Se sei sempre stata tra la 40 e la 42, lì c'è la misura che gli altri marchi non ti danno.

Il consiglio di mestiere riguarda il tessuto, non il numero. Un denim rigido, senza elastan, cede circa mezza taglia sul girovita dopo qualche ora e non torna del tutto: si prende la propria, non una sopra. Un denim elasticizzato fa il contrario — cede subito e recupera al lavaggio — quindi se sei al limite alto della misura in centimetri, resta sulla taglia più piccola.

Modello per modello

La pagina ufficiale avverte che «le vestibilità possono variare in base allo stile» e si ferma lì. Ecco come variano davvero, sulle sei categorie più fornite del catalogo.

Pantaloni: l'unica categoria con tutte e tre le scale

I 952 pantaloni si dividono in tre gruppi: 562 a numerazione italiana, 238 alfabetici, 152 in taglie americane. Non è il tessuto a decidere — la stessa gabardina si trova su un modello in 38–48 e su uno in 24–34, con vestibilità diversa. Prima di scegliere la taglia, quindi, si guarda quali numeri offre la scheda: è l'unico modo per non sbagliare scala.

Sui palazzo e sui flare la taglia si decide sui fianchi, non sulla vita: una vita larga la stringe una sarta in mezz'ora, un bacino stretto non si recupera. Il pantalone flare in gabardina (38–48) e il chino regular nello stesso tessuto (24–34) sono l'esempio esatto di due scale sullo stesso panno.

T-shirt e maglieria: dove la M pesa di più

Sono 914 t-shirt e 632 pezzi di maglieria, tutti alfabetici. Qui lo scarto della scala fa il danno peggiore, perché chi compra una t-shirt non apre la tabella e ordina la taglia che porta di solito — trovandosela stretta di un numero.

Sul jersey stretch, se sei tra due, sali: tiene la forma ma segna, e una t-shirt che segna la si mette una volta sola. Sulla maglieria a scollo largo fai il contrario e scendi, perché la scollatura a barca si allarga con l'uso e una taglia in più finisce per scivolare sulla spalla.

Abiti midi: la spalla, non il giro vita

I 431 abiti midi sono tutti alfabetici. Il modello a portafoglio dà l'illusione di adattarsi a tutto perché il giro vita si regola, ma la spalla no: se la cucitura tira lì, la taglia è sbagliata e la cintura non lo compensa.

L'altra verifica è la lunghezza. Il midi Fracomina cade sotto il ginocchio; su chi è alta fino a 1,60 diventa un longuette, e l'orlo di un abito foderato è la modifica che costa di più e riesce peggio.

Camicie: il bottone all'altezza del seno

Sulle 392 camicie e bluse, quasi tutte in popeline stretch, la prova è una sola: camicia chiusa, braccia distese in avanti come per guidare. Se il bottone all'altezza del seno tira e il resto sta bene, non si sale di taglia — si cambia modello. Una camicia più grande risolve il petto e sbaglia la spalla, e la spalla si vede sempre.

Blazer e giacche: mezzo centimetro dentro

I 383 blazer e le 331 giacche sono alfabetici e si scelgono su un punto solo: la cucitura della spalla deve finire dove finisce la tua, mezzo centimetro all'interno. Maniche, vita e lunghezza le sistema una sarta a poco prezzo; la spalla si rifà solo smontando la giacca.

Il monopetto regular veste vicino al corpo. Se il blazer va sopra una camicia e non sopra una t-shirt, la taglia sopra è quasi sempre la scelta giusta.

Se sei tra due taglie

Vale una regola di tessuto e una di struttura. Il tessuto senza elastan — lino, popeline rigido, gabardina, lana — non recupera: si sale. La maglia e tutto ciò che contiene elastan cede all'uso e torna al lavaggio: si scende. Sulla struttura, un capo rigido (blazer, cappotto, camicia) lo decide la spalla; un capo morbido (portafoglio, palazzo, over) lo decide il punto più largo, che di solito sono i fianchi.

C'è un ultimo aiuto, ed è gratis: Fracomina scrive la vestibilità nel nome del capo su più di un terzo del catalogo — 1.876 «regular», 958 «slim», 339 tra «palazzo» e «ampio», 269 «cropped», 195 «over». Quando c'è, quella parola vale più di qualsiasi tabella: se dice slim e sei in mezzo, sali; se dice over o palazzo, scendi.

Tutto questo vale in generale. Se vuoi il consiglio su un capo preciso, con le tue misure e la tua storia di resi, Talia ragiona su quello — non sulla media.

Domande secche

Fracomina veste piccolo o grande?
Veste regolare, ma la sua scala alfabetica è spostata di una taglia rispetto a quella di molti marchi italiani: la M è la 44 e la S è la 42. Chi ordina a memoria la trova piccola. Sui pantaloni a numerazione italiana e sul denim americano, invece, la corrispondenza è quella standard.
Che taglia Fracomina corrisponde alla 44 italiana?
Dipende dalla scala del capo: è la M sui capi alfabetici, la 44 sui pantaloni e sulle gonne a numerazione italiana, la 30 sul denim in taglie americane. La scheda prodotto indica sempre quale scala usa quel capo, ed è il primo posto da guardare.
Le taglie dei jeans Fracomina sono diverse?
Sì: il denim va in taglie americane dalla 24 alla 34, che si ricavano dalla propria italiana sottraendo quattordici — una 42 è una 28. La scala americana ha anche i mezzi passi 25, 27, 29 e 31, che in Italia non esistono: chi si è sempre trovata tra due taglie lì ha la sua misura.

I capi citati in questa guida

Prezzi confrontati tra i negozi partner, aggiornati col catalogo.

Il consiglio su misura te lo dà Talia

Le guide valgono per tutti; Talia ragiona su di te. Raccontale occasione, taglie e budget: sceglie tra capi veri e ti porta dal negozio più conveniente.

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